Amelia Earhart, mistero risolto?

Amelia EarhartLe sue ultime parole furono: ho la sensazione che il destino mi riservi un ultimo grande viaggio, e spero sia proprio questo. A parlare così fu Amelia Earhart, lady Lindy, come la soprannominarono i giornali dell’epoca.
Una bellissima donna, affascinante, l’unica ad aver attraversato l’oceano atlantico da sola (almeno a quei tempi), in veste di aviatrice.
Amelia Earhart nasce a Atchison (Kansas) il 24 Luglio 1897 e fin dalla tenera età fu ammaliata dai

ferrivecchi volanti (come amava etichettarli la madre).

All’età di 23 anni si reca con il padre ad un raduno aeronautico, dove per la prima volta, al costo di un dollaro, sale su un biplano; e fu quel giorno che decise che avrebbe dovuto imparare a volare.

Cominciò a prendere delle lezioni di volo, e dopo un anno, grazie anche all’aiuto della madre, riuscì a comprare un biplano, con il quale, stabilì il suo primo record di volo in quota: 14.000 piedi.

Otto anni dopo, il capitano Hilton H. Railey, le propone la traversata dell’Atlantico, e dopo tanti rinvii dovuti al maltempo, il 17 Giugno oltre ad Amelia Earhart, decollano il pilota Stultz e il co-pilota e meccanico Gordon, a bordo di un Fokker F.VII, chiamato Friendship (amicizia).

Anche se il suo ruolo a bordo è relegato ad un ruolo marginale, quando dopo 21 ore l’aereo arriva in Galles, gli onori sono quasi tutti per lei.

Non contenta dei suoi successi, Lady Lindy, l’8 Aprile del 1931, stabilisce il record mondiale di altitudine, riuscendo a decollare fino a 18,415 piedi, che sono circa 5.613 metri.

Nel 1935 entra come consulente della Purdue University, per consigliare le donne sulla loro carriera nell’aereonautica. All’inizio del 1936, Amelia Earhart, cominciò a pianificare il giro del mondo, impresa già effettuata da altre persone…ma lei avrebbe voluto seguire il tragitto più lungo; 47.000 chilometri, seguendo la durissima rotta equatoriale.

Finanziata da una società americana con 50.000 dollari, Amelia Earhart, sotto le sue direttive fece costruire un monoplano bimotore, il Lockheed Electra L10, il quale oltre ad avere alcune caratteristiche molto innovative dell’epoca, aveva anche un serbatoio molto più grosso rispetto agli altri velivoli.

L’aereo fu costruito dalla Lockheed Aircraft Corporation. società ancora leader del settore aereonautico.

Il primo tentativo di decollo, insieme ai piloti Fred Noonan, Harry Manning e Paul Mantz , Lady Lindy, fu il giorno di San Patrizio nel 1937, ma ci furono dei problemi di lubrificazione all’interno dell’’aereo, per cui dovettero fermarsi per manutenzione alle Hawaii.

Il volo riprese tre giorni dopo, ma per cause ancora misteriose l’aereo durante il decollo fece un testacoda.

A questo punto dovettero necessariamente fermarsi per poter mettere a punto il velivolo; nel frattempo Amelia Earhart e suo marito, continuarono una ricerca fondi per poter finanziare il loro progetto; tra le altre cose l’aviatrice, alla fine del viaggio avrebbe dovuto scrivere un libro con la sua esperienza.

Fu così che arrivarono al secondo tentativo, questa volta con partenza da Miami, e l’unico membro dell’equipaggio insieme alla donna fu Noonan.

Partirono il 1 Giugno, e dopo alcune fermate in Sud Africa, Africa, subcontinente Indiano e Asia, arrivarono in nuova Guinea il 29 Giugno 1937; fino ad allora avevano già percorso 37.000 chilometri… ne mancavano poco meno di 11.000 per finire il loro viaggio.

Il 2 Luglio del 1937 Lady Lindy e Noonan decollarono dalla Nuova Guinea, la loro destinazione era Howland, una striscia di terra situata a 4.113 chilometri dalla partenza.

Durante l’avvicinamento dei due aviatori, la torre di controllo situata nell’isola ricevette il seguente segnale radio :

« Dovremmo essere sopra di voi, ma non riusciamo a vedervi — ma il carburante si sta esaurendo. Non siamo riusciti a raggiungervi via radio. Stiamo volando a 1.000 piedi [300 mt circa] »
«Siamo sulla linea 157 337. Ripeteremo questo messaggio. Ripeteremo questo messaggio a 6210 kHz. Attendete». Comunque pochi momenti dopo era di nuovo sulla stessa frequenza (3105 kHz) con una trasmissione che venne registrata come di qualità “discutibile”: “Stiamo volando in linea nord e sud.

Poi non se ne seppe più niente; sparirono totalmente come inghiottiti nel nulla.

L’allora Presidente Roosevelt, dette via alle ricerche dei due aviatori, con un dispendio di mezzi mai visto; nove navi e sessantasei aerei per un costo totale di quasi 5 milioni di dollari (pensate che eravamo nel 1937!) le ricerche si fermarono dopo aver scandagliato circa 250.000 miglia quadrate di oceano, ma dei due non vi era nessuna traccia oggettiva.

Dopo circa tre mesi le ricerche ripresero e questa volta gli sforzi si concentrarono sull’isola della Fenice sud di Howland.

Durante un volo di perlustrazione, un pilota fece sapere che sul gruppo di Isole di Nikumaroro erano presenti tracce di abitanti, cosa molto strana, perché le isole erano disabitate da oltre 50 anni.

Il pilota riferisce che i numerosi giri e avvicinamenti non ricevettero risposta alcuna, e quindi decisero di non atterrare.

Le ricerche ufficiali terminarono il 19 Luglio del 1937, facendo lievitare il costo delle operazioni fino a sei milioni di dollari, una cifra esorbitante per epoca (anche adesso è una discreta cifra).
Amelia Earhart fu dichiarata morta (insieme al suo co-pilota) il 5 Gennaio del 1939, senza che nessuno sapesse che fine avesse fatto.

Purtroppo le tecniche di ricerca e salvataggio dell’epoca erano rudimentali e alcune delle operazioni di ricerca si basarono su assunzioni errate e informazioni non corrette.

Teorie sulla scomparsa di Amelia Earhart.

In molti credono che l’aereo dovette effettuare un amarraggio di emergenza per mancanza di carburante, poi i piloti sarebbero annegati subito dopo.

L’ingegnere aeronautico e navigatore d’aereo Elgen Long e sua moglie Marie K. Long hanno dedicato 35 anni alla ricerca di riscontri per la teoria dell'”incidente e affondamento”, che è una delle più accettate spiegazioni per la scomparsa degli aviatori.

Le teorie sulla loro scomparsa si facevano mano mano sempre più fantasiose, tra le più “interessanti” ci fu quella che davano Amelia Earhart come prigioniera dei giapponesi, accusata di essere una spia; una donna, 30 anni dopo, giura di averci parlato per radio e di aver assistito alla sua esecuzione; non avrebbe mai parlato semplicemente per paura di ritorsioni.

Molti soldati giapponesi, dichiararono di aver visto l’aviatrice in compagnia del pilota Frederick J. Noonan, i quali erano prigionieri in un campo nelle isole di Palau. Anche un ex soldato americano giurò sulle sue medaglie di averla conosciuta, e raccontò che la Earhart sopravvisse alla prigionia e tornò negli stati uniti cambiando nome in Irene Bolam per poter trascorrere una serena vecchiaia;

ma purtroppo questa tesi fu smentita nel 2006 da analisi forensi, la Bolam non era la Earhart.
Negli anni a seguire, ci furono tantissime notizie di presunti ritrovamenti dei resti dell’aereo, tutte puntualmente smentite sia dagli scienziati che dai media dell’epoca.

La notizia più clamorosa fu quando sulle isole di Nikumaroro fu ritrovato uno scheletro riconducibile ad una donna, ma anche li, dopo un attento esame, fu dichiarato che lo scheletro apparteneva d un uomo alto circa cm 170, e quindi anche stavolta tutto svanì come una bolla di sapone.

La storia di Amelia Earhart ha ispirato tantissimi libri, e una moltitudine di film, e ancora in molti pensano che la sua scomparsa sia voluta… e che abbia passato il resto della sua vita in completa serenità.

Questo è quello che piace credere anche a me.

P.S. Al momento in cui viene pubblicato questo articolo, esce la notizia, che uno studio scientifico pare abbia dimostrato che lo scheletro ritrovato nelle isole di Nikumaroro era proprio quello di Amelia Earhart. 

Quindi, a quanto pare, mistero risolto 🙂

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