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Il Mostro di Rostov – La storia di Andrej Chikatilo

il mostro di rostovI lettori più attenti avranno già notato che è stata inserita una nuova sezione del sito: quella sui serial killer. Spero che sia stata una scelta felice… e guardando le visite al sito, pare proprio di si. Grazie.

Dunque, questa volta voglio parlarvi di quello che forse è stato il maniaco seriale più cruento della storia: Andrej Chikatilo, il mostro di Rostov. Non ci credete? Leggete un po’ la sua storia.

Andrej Chikatilo nasce nel villaggio di  Jabločnoe nel 1936, e già nei primi anni della sua infanzia cominciò ad avere dei traumi; a quel tempo imperversava la guerra e la fame la faceva da padrone, Chikatilo venne a sapere di aver avuto un fratello maggiore ma che fu rapito e mangiato dai vicini

affamati…

Capite bene che l’atmosfera non era proprio delle migliori.

Sebbene non ve ne siano conferme, è storicamente accertato che in Russia e in Ucraina effettivamente si verificarono episodi di cannibalismo nel periodo Stalinista. Purtroppo durante la seconda guerra mondiale, il futuro mostro di Rostov fu testimone dei devastanti effetti dei bombardamenti tedeschi; di fatto la sua mente cominciò ad avere alcune fantasie estreme…

Quando il mostro di Rostov ebbe finito il servizio nazionale, intorno al 1960, trovò lavoro come tecnico telefonico ed ebbe la sua prima esperienza sessuale, con una 13enne del suo paese; gli saltò addosso e gli eiaculò in faccia, mentre la ragazza tentava di sfuggirgli; questa esperienza, gli fece associare il sesso alla violenza per il resto della sua vita.

Nel 1963, il mostro di Rostov si sposò con un matrimonio organizzato dalla sorella, e sebbene soffrisse di impotenza sessuale, ancora oggi in molti si chiedono come possa aver avuto due figli.

Nel 1971, la storia del mostro di Rostov ebbe una svolta; ottenne una laurea in lingua e letteratura russa e cominciò ad insegnare nella scuola di Novošachtinsk. I risultati come insegnante furono abbastanza scarsi; dovette spostarsi in molte scuole perché accusato di violenze sessuali sugli alunni. A quei tempi preferivano licenziare persone sospettate di pedofilia che aprire un’indagine vera e propria.

E fu così che Andrej Chikatilo alias il mostro di Rostov rimase impunito per lunghi anni.

Dopo qualche anno trovò lavoro come commesso in una società. Approfittando dei numerosi viaggi di lavoro, diede sfogo alle sue manie sessuali, le peggiori della specie.

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Per approfondire: Andrej Chikatilo, il macellaio di rostov

Serial Killer  

 

Gli omicidi del mostro di Rostov

Vari studiosi del caso, in concomitanza di alcuni criminologi, dichiarano che il mostro di Rostov abbia ucciso, squartato e mangiato oltre 120 persone, tra donne e bambini; cifra che non è stata ancora confermata del tutto.

In realtà Si pensa siano molti di più.

Il primo omicidio risale nel 1978, dove Cikatilo uccise una bambina di nove anni, la portò in una vecchia casa che acquistò qualche anno prima e della quale la sua famiglia non sapeva niente, e tentò di stuprarla… quando la bambina tentò di fuggire, il mostro di Rostov la pugnalò a morte, cosa che lo fece eccitare terribilmente al punto di eiaculare; da quel momento il suo unico modo di eccitarsi fu quello di accoltellare donne e bambini, cosa che fece puntualmente ad ogni omicidio.

Nel 1982 il mostro di Rostov uccise almeno 30 persone, s’aggirava attorno a stazioni di autobus o treni avvicinando giovani vagabondi, spingendoli ad allontanarsi, e il bosco più vicino diventava la scena per un nuovo omicidio.

Ricominciò ad uccidere a Giugno del 1983; Cikatilo tentava sempre di avere rapporti sessuali con le vittime, ma quasi sempre era incapace di avere un’erezione e proprio in quel momento scattava la sua furia omicida.

Finché alcuni corpi furono scoperti dalla polizia di Mosca; furono indagati moltissimi malati di mente.

La polizia aumentò il numero di pattuglie ed agenti in borghese alle principali fermate di trasporti pubblici.

Il mostro di Rostov fu fermato perché agiva in modo sospetto ad una fermata degli autobus a Rostov e quindi arrestato.

Ma purtroppo non emersero prove a suo carico per poterlo trattenere e per poterlo incriminare di omicidio.

In seguito fu rivelato che Cikatilo venne inizialmente scartato dalla lista dei sospetti per causa del suo gruppo sanguigno, diverso da quello dei campioni di liquido seminale lasciati dall’omicida.

Andrej Chikatilo trovò un nuovo lavoro e non uccise nessuno per un breve periodo, fino all’Agosto del 1985 quando uccise due donne nello stesso giorno. Dal 1986 in poi fu un susseguirsi di omicidi senza freni inibitori.

La polizia cominciò ad indagare seriamente, i media erano incentrati sugli omicidi del mostro di RostovChikatilo dovette tenere a freno i suoi istinti omicidi, quando nel 1988 tornò ad uccidere lontano dall’Area di Rostov.

Nel 1990 uccise e mangiò 10 persone, sette ragazzi e tre donne.

In quel periodo un grande numero di forze pattugliava le stazioni di treni e bus e molte altre aree pubbliche intorno all’area di Rostov.

Il 6 Novembre Cikatilo uccise e mutilò Sveta Korostik; mentre stava uscendo dai boschi fu fermato da un’agente di polizia, il quale controllò i suoi documenti ma non ispezionò la sua borsa. Se lo avesse fatto avrebbe trovato i resti della Korostik; il poliziotto tornò nei suoi uffici e compilò il rapporto con le generalità della persona fermata ai limiti del bosco.

Solo quando gli agenti si accorsero che un omicidio fu commesso proprio il giorno in cui fu compilato il rapporto.

Il mostro di Rostov fu arrestato per la seconda volta.

Ma anche questa volta la polizia non aveva prove sufficienti per incriminarlo, quindi decisero di metterlo sotto sorveglianza e di filmarlo durante le attività quotidiane; gli agenti si accorsero che il mostro di Rostov avvicinava spesso e con insistenza i bambini, e a quel punto decisero di imprigionarlo.

Per farlo confessare usarono una strategia abbastanza insolita; gli dissero che il maniaco che cercavano fosse un uomo malato di mente e che secondo loro, il maniaco, uccidesse proprio per lanciare delle richieste di aiutoa.

Così Cikatilo decise di confessare, sperando che al processo sul mostro di Rostov avrebbe potuto invocare l’insanita mentale.

Il mostro di Rostov confessò ben oltre 53 omicidi, ma gli agenti non erano convinti della sua confessione, allora Cikatilo si propose di aiutarli a cercare i cadaveri.

Furono prese molte precauzioni per la prigionia del mostro, in Russia i crimini a sfondo sessuale contro i bambini erano un tabù; . I prigionieri accusati di questi reati erano “degradati” allo stato di “intoccabili”, abusati, ed a volte uccisi dai propri compagni di cella.

Processo a Cikatilo

Il detenuto fu dichiarato capace di intendere e volere, e fu processato il 4 Aprile del 1992; molti video mostrano il mostro di Rostov rinchiuso in una gabbia, costruita per proteggerlo dalle grinfie dei parenti delle vittime, i quali chiesero molte volte di lasciarlo libero per poterlo giustiziare con le loro mani.

Cikatilo fu dichiarato colpevole di 52 omicidi e la sua condanna a morte fu eseguita nel carcere di Rostov il 14 Febbraio del 1994.

In alcuni momenti si vantò di aver fatto un favore alla società depurandola da persone inutili (molte delle sue vittime erano prostitute, alcolisti, ragazzi scappati di casa o giovani con problemi).

Per il momento è tutto, e attenzione alle fermate degli autobus.

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